Spesso e volentieri assistiamo a discussioni concettuali per quanto riguarda le prestazioni dei terreni coltivabili sulla nostra Terra. Il tema della difesa e del rispetto ambientale infatti incorre sempre nel rischio di inficiare sul lato produttivo.

Grazie al progresso tecnologico infatti l’uomo ha trovato sistemi adatti e almeno in partenza poco invasivi per aumentare i risultati delle coltivazioni. Chiaramente però parliamo sempre di scorciatoie antropiche che, a livello ambientalista, non sono certo ben viste. In Messico negli ultimi giorni è nata una polemica proprio su questo argomento ….

Biologico è sempre migliore

Esistono dunque due fazioni ben distinte: chi difende l’ambiente e chi gli interessi produttivi ed economici. Il governo messicano ha annunciato che, progressivamente, entro il 2024, verrà abolita la possibilità di utilizzare il glifosato. Si tratta uno degli erbicidi maggiormente impiegati a livello mondiale.

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Entro due anni la Germania, paese apripista in Europa in molti versanti, smetterà di utilizzare questo particolare composto chimico. Le prime prove della sua poca affidabilità sono datate addirittura 2015, anno in cui la sostanza divenne illegale in Colombia. La polizia utilizzava abitualmente il glifosato per eliminare le piantagioni di cocaina: dopo anni di osservazioni si è notata una strana frequenza di patologie sospette.

Da qui dunque nasce più di una convinzione che questo composto chimico possa addentrarsi nelle falde acquifere, contaminandole. Addirittura si è parlato di effetti cancerogeni, i quali sarebbero davvero da mani nei capelli.

Certamente dal canto nostro speriamo di osservare un’agricoltura sempre più improntata sul biologico. Il sole, l’acqua e qualche fertilizzante naturale sono sicuramente la soluzione più congeniale per accontentare sia le necessità qualitative che quelle quantitative.