La realtà che si è venuta a creare durante la primavera del 2020 è stata unica nel suo genere. L’intero Pianeta infatti ha visto il propagarsi di una pandemia dovuta ad un virus completamente nuovo: questo, ad oggi, ha fatto più di 700 mila vittime. Oltre all’altissimo numero dei decessi, la maggior parte della popolazione mondiale ha avuto modo di cambiare le proprie abitudini.

Più di 4 miliardi di persone infatti sono state costrette a limitare i contatti sociali al minimo onde evitare il tracollo dei sistemi sanitari nazionali a causa dell’altissimo numero di ricoveri. La gran parte delle attività hanno chiuso per molto tempo, ed oggi, in conseguenza a ciò, si prospetta una grave crisi economica. Non tutti i settori però sono entrati in crisi: oggi vogliamo parlarvi di una realtà che sembra aver “giovato” dal lockdown

Impennata inevitabile

Il fatto di aver passato molto tempo dentro casa ha favorito un processo di introspezione per la maggior parte di noi. Soprattutto per ciò che riguarda le nuove generazioni, sembra aver preso piede la “moda” della cannabis light. Si tratta di una versione legale di quella che è considerata la “droga leggera” per antonomasia. Il massimo consentito è 0,6% di THC, la molecola che dona un’azione psicotropa a questa pianta.

--pubblicità--

Detto che forse andrebbe rivista anche quest’ultima definizione, il mercato non si è affatto fermato, ed anzi ha incrementato i suoi dati durante la pandemia. Questa ha visto l’organizzazione di servizi di delivery, proprio come quelli che hanno coinvolto il cibo da asporto. Il tutto ha favorito il rialzo dei numeri fino a quel momento abbastanza bassi. Anche la realtà italiana non fa eccezione, con soprattutto il mercato toscano che ha fatto segnalare l’incremento più alto del consumo e delle vendite nel Bel Paese.

Inevitabilmente, anche per quanto riguarda la legalizzazione della marijuana “classica”, i dati sono stati protagonisti di un’impennata. In California e Colorado, dove la vendita di questa è ammessa per scopo personale, nel mese di aprile 2020 è avvenuto un aumento del 56% dei consumi.