Quando parliamo di cambiamenti climatici incorriamo in un rischio abbastanza ricorrente. Parliamo infatti di processi abbastanza silenziosi, che però comportano conseguenze tutt’altro che invisibili. Abbiamo bisogno di episodi come lo scioglimento definitivo di piattaforme di ghiaccio vecchie di 4000 anni per renderci conto di ciò che sta realmente accadendo.

Per quanto riguarda l’analisi superficiale di eventi del genere, non occorre nemmeno essere dei grandissimi esperti. È completamente palese infatti che ogni anno la situazione delle temperature stia peggiorando sempre di più. Durante i mesi estivi il caldo è sempre più torrido, mentre l’inverno, nel vero senso del termine, stenta puntualmente a decollare.

Un caldo spaventoso

Vi riportiamo di continuo notizie incredibili riguardanti la situazione climatica. Anche oggi non siamo da meno: nello stato della California, qualche giorno fà, sono stati raggiunti i 130 gradi Fahrenheit, pari a 54,4 gradi centigradi.

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Si tratta di un record assoluto almeno tornando indietro fino al 1913, anno in cui le misurazioni sono divenute realmente affidabili. Quest’ultima è avvenuta nel mezzo della Death Valley, un’area desertica che da il nome al celebre parco nazionale nello stato di Los Angeles e San Francisco.

La misurazione, effettuata domenica scorsa alle 15.41 dal National Weather Service, se confermata, darebbe assegnerebbe al deserto californiano i primi due gradini di questo speciale podio. Il record attuale infatti è di un grado Fahrenheit in meno, ovvero 129, registrata nell’agosto del 2013 sempre nella Valle della morte.

Il fatto che questo luogo sia una vera e propria depressione, favorisce delle condizioni climatico-ambientali realmente uniche. Per gli organismi viventi infatti è complicatissimo sopravvivere in uno spot così arido, che tra le altre cose corrisponde al punto più “basso” dell’America settentrionale.