Quando parliamo della vita sulla Terra, in linea di massima, lo facciamo per additare l’uomo di comportamenti discutibili che scaturiscono conseguenze pericolose per l’ecosistema. Nella maggior parte dei casi è proprio così: l’uomo ha “colonizzato” il Pianeta, e proprio per questo i gesti sconsiderati compiuti in passato e tutt’ora in svolgimento non possono essere messi in secondo piano.

C’è da dire però che questo spirito megalomane alcune volte andrebbe lasciato da parte. La Natura infatti è capace di agire comunque in solitaria su determinati frangenti. Non tutto fila sempre liscio, e quello che stiamo per raccontarvi ci sembra proprio uno di questi casi.

Galeotto fu il bonsai

Prendendola con il sorriso, ci verrebbe da dire che la globalizzazione è arrivata anche per le vespe. È in atto infatti una preoccupante migrazione di calabroni asiatici (vespe vetuline) sul territorio italiano, specialmente nella regione della Toscana.

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La causa di questa migrazione non è certo un volo intercontinentale, che risulterebbe insostenibile anche per un insetto di queste dimensioni. Alcuni anni fa, all’interno di un’importazione di piante bonsai dalla Cina verso la Francia, vennero trovate diverse vespe vetuline. Queste successivamente hanno seguito il caldo, ed oggi si stanziano prettamente nelle province di Firenze, Massa e molte altre.

A pagare le conseguenze peggiori di questo avvento sono sicuramente le api autoctone:

“Essendo una specie aliena, e quindi un predatore che le nostre api ‘non conoscono’, queste non hanno ancora evoluto una strategia di difesa. Così finiscono per uscire sempre meno dal nido, impaurite, e la colonia senza scorte di cibo si indebolisce.”

Ed ecco qui che, a causa di una avventura all’interno di un carico di piante, rischiamo di vedere la popolazione di api italiane diminuire drasticamente.