Volenti o nolenti, da buoni italiani, conosciamo bene il Bel Paese. Questo significa essere in grado di individuarne sia i pregi che soprattutto i difetti. Sui primi siamo evidentemente tutti d’accordo: non è un caso se l’Italia è uno dei paesi più amati dalle popolazioni estere.

Il connubio qualitativo che la nostra terra offre a chi viene a visitarla è certamente tra i migliori che possano esistere. Clima mite, cibo di qualità elevata accompagnato da una cultura culinaria di primissimo livello. L’arte, il mare la montagna e chi più ne ha più ne metta. Tasto dolente invece quello dei difetti: siamo tacciati di essere pigri, opportunisti e spesso imbroglioni.

Non solo il campo

Stereotipi a parte, una cosa è certa: in Italia per realizzare un progetto architettonico occorre il doppio del tempo rispetto ad un paese del nord Europa. Questi problemi tecnici spesso sono causati dalla burocrazia, lenta e macchinosa. In questo senso sembra essersi finalmente sbloccata la questione “nuovo stadio” per la città di Milano.

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Come tutti gli impianti moderni che si rispettino, il nuovo Meazza punta a creare attorno a se una sorta di quartiere incentrato sul “green“. Negozi, attività, parchi per bambini ed alberghi sono esclusivamente alcune delle idee messe in ballo per la nuova casa di Inter e Milan.

Per il momento siamo in grado di vedere dei rendering grafici creati dagli studi che si stanno battendo per l’appalto: Populous e Manica-Sportium. Qualunque di questi verrà scelto, il verde rimane al centro dell’attenzione. Non solo per il campo da calcio che ospiterà le partite, ma per l’utilizzo di tecnologie ed innovazioni che verrà in ogni caso effettuato. Entrambi i progetti prevedono anche la creazione di una “cittadella dello sport” adiacente allo stadio, offrendo la possibilità ai più giovani di allenarsi accanto ai propri idoli.