Spesso, quando vi parliamo di eventi naturali come i terremoti, lo facciamo ricordandovi che non sono in nessun caso prevedibili. Effettivamente questa è la realtà: si tratta di qualcosa per cui possiamo attrezzarci preventivamente, ma che non sapremo mai con delle tempistiche anticipate.

L’unica chiave per poter “prevedere” una scossa di terremoto è quella per cui lo sciame sismico in atto non inizi con la cosiddetta “schicchera“, ovvero con la scossa più forte che precede quelle che saranno poi di assestamento. In quel caso potremmo pensare a dinamiche di evacuazioni e messa in salvo, anche se non avremmo comunque la certezza aritmetica dell’effettiva efficacia di queste.

Possibile svolta

Negli ultimi tempi, è apparsa su Nature una ricerca condotta da INGV, Cnr e Università della Basilicata che potrebbe scrivere la storia. Secondo questo lavoro condiviso tra i massimi esperti in materia di terremoti, questi ultimi avrebbero un legame con l’attività del sole. Nonostante sia un concetto che sfiora il “sovrannaturale“, non sarebbe assolutamente un esordio.

--pubblicità--

Pensandoci, l’attività delle maree è legata in maniera molto stretta a quella lunare. In questo caso la spiegazione sarebbe abbastanza complicata. Preferiamo lasciar spazio alle parole di uno dei ricercatori direttamente interessati:

“Studiando comparativamente la variazione nel tempo della densità di protoni e della sismicità a scala mondiale abbiamo osservato una correlazione estremamente evidente, con picchi di sismicità che avvengono entro 24 ore dai picchi di densità protonica.”

 

Traducendo i termini tecnici dunque, un determinato tipo di attività solare scaturirebbe il verificarsi dei movimenti delle placche tettoniche. Quantomeno, queste due attività, nonostante l’apparente e presumibile autonomia, sembrerebbero avere un legame. Seguiranno indubbiamente ulteriori studi per scoprire la verità.