Per quanto riguarda la produzione di energia, l’epoca che stiamo vivendo sembra quella dei cambiamenti più importanti che siano avvenuti nell’ultimo secolo. Effettivamente abbiamo avuto modo di constatare con i nostri occhi un approccio ad una svolta verso le energie rinnovabili.

Questo processo non è affatto concluso: siamo ancora praticamente all’inizio. Esserci resi conto che i combustibili fossili raffinati sono molto dannosi per il nostro Pianeta, oltre che non infiniti, potrebbe essere stato fondamentale. Non esiste un buon motivo per cui non dovremmo sfruttare l’energia che sole, acqua, vento ed altro ci mettono a disposizione. C’è chi però non la pensa così, almeno sotto alcuni aspetti.

Segnali di svolta?

Un paese molto vicino a noi come la Francia, da alcuni decenni sfrutta un altro metodo di produzione di energia: quello proveniente dai nuclei atomici. Questo, per diversi anni,fu  utilizzato anche sul territorio italiano. A seguito del referendum indetto nel 1987, successivamente alla tragedia avvenuta alla centrale di Černobyl’, questo sistema venne abolito per evidenti rischi spropositati.

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Effettivamente, quando si parla di energia nucleare, bisogna tenere in conto un doppio rischio: quello di un incidente e quello relativo alle scorie. Se per le seconde può essere trovata una soluzione “efficace”, il primo è sempre dietro l’angolo.

Il secondo reattore di Fessenheim, sulle rive del Reno, ha cessato di funzionare lunedì notte dopo 43 anni di attività. Si tratta della prima centrale che entrò in funzione nel lontano 1972 e tutt’ora era capace di fornire il 75% dell’energia necessaria al sostentamento della regione dell’Alsazia.

È pur vero che grazie a questa scelta, la Francia ha tenuto sempre molto bassi i livelli delle emissioni dovuti all’utilizzo di combustibili fossili. Ciò che ci piacerebbe ascoltare dai politici transalpini, sarebbe una promessa di una svolta indirizzata verso le energie rinnovabili. Solo in questo caso, questa e le ulteriori 12 chiusure programmate, acquisteranno una ragionevolezza.