La modernità, oltre a moltissimi pregi, mette in luce anche una discreta dose di problemi presenti all’interno della nostra società. Non ci riferiamo esclusivamente a quelli, seppur fondamentali, che riguardano tutti. Ogni soggetto infatti ha a che fare con i propri pensieri e molto spesso questi sono abbastanza tormentati.

La sensazione in ogni caso è che, nonostante si tenda sempre più a vivere con il sorriso stampato in faccia, questo non corrisponda alla reale condizione psicologica. Il disagio che ognuno di noi ha, dando per scontato che tutti ne abbiano uno, può dipendere da moltissimi e svariati fattori. In un mondo in cui il disinteresse ambientale è stato una costante, alcune persone vivono una simbiosi con la natura che arriva a toccare il profilo psicologico.

Uno strano legame

Parliamo di una disciplina nata in alcune stanze di un ateneo californiano: la ecopsicologia. Il degrado ambientale scaturisce inevitabilmente un disagio. Non esiste una chiave per cui il nostro Pianeta tocchi il fondo senza che la vita sulla Terra ne risenta. Proprio per questo l’uomo si può mobilitare agendo tenendo presente la bussola dettata dall’ecologia.

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L’unione tra alcune discipline accademiche già esistenti come “psicologia verde” ed “ecologia transpersonale” ha dato vita ad alcuni corsi di ecopsicologia, che stanno formando professionisti ed esperti. Questi interverranno nell’analisi e la evolveranno a loro volta, cercando di sondare la tangenza che esiste tra psicologia ed ecologia.

Gli atenei che hanno avviato dei corsi di laurea si trovano su 4 continenti differenti, e ripongono grandissime speranze nella mentalità che i giovani di oggi dimostrano di avere sotto questo profilo. Anche in Italia è possibile addentrarsi in questo tipo di studi: l’Università della Valle d’Aosta infatti assicura questa possibilità.