Pensare alla Terra come qualcosa di unico nel suo genere dovrebbe provocare in noi un sentimento di soggezione. Questo, purtroppo, non lo abbiamo realmente mai avuto. Basta guardare la volta celeste per capire che probabilmente, in tutto l’universo, il nostro spot non è affatto l’unico in cui esiste quella che siamo abituati a definire “vita“.

Non abbiamo assolutamente nessuna prova per testimoniare la nostra affermazione precedente, ma per un semplice calcolo delle probabilità questo sembrerebbe quasi scontato. Ad oggi, in ogni caso, ci fermiamo alla conoscenza di ciò che ci è più vicino, per ovvi motivi. Qualche giorno fa è avvenuta una scoperta che, in un certo senso, ci fa sentire meno “soli” all’interno del Sistema Solare.

Niente esclusiva

Il fenomeno dell’aurora boreale è uno di quegli eventi che, quando osservati dal vivo, ci da la possibilità di riflettere filosoficamente. Le bande luminose che si possono osservare in alcuni periodi ed esclusivamente in alcuni luoghi del nostro Pianeta, sono tanto belle quanto evanescenti.

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Fino a pochi giorni fa, credevamo che un fenomeno del genere fosse possibile solo nella nostra atmosfera: così non è affatto. La scoperta è avvenuta grazie a Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper), uno strumento di costruzione italiana utilizzato nella missione Juno della NASA, e smentisce la precedente affermazione.

È ufficiale che su Ganimede, la luna di Giove, sono presenti delle “aurore” molto simili a quelle che osserviamo ogni anno sulla Terra.

“Jiram è stato in grado di osservare gli effetti di questa invisibile pioggia di particelle sulla composizione del suolo ghiacciato di Ganimede, che mostra una grande variabilità apparendo come una sfera ghiacciata non uniforme”