La conservazione del patrimonio naturale è una questione cruciale per la nostra sopravvivenza. Mantenendo costante il disinteresse nei confronti del Pianeta che ha contraddistinto in negativo la nostra specie, non facciamo altro che darci la “zappa sui piedi“.

Se in qualche maniera le situazioni incidentali non possono essere preventivate, quando ci troviamo di fronte a gesti dolosi, viene naturale porsi delle domande. Ed ecco che un destino che ad una prima impressione potrebbe sembrare severo, si trasforma in qualcosa di giusto. Non possiamo pensare di aver carta bianca rispetto a questo tipo di situazioni: il rispetto viene prima degli interessi, qualunque sia la chiave di lettura.

Numeri impressionanti

Vi raccontiamo continuamente di abusi effettuati sulla foresta pluviale amazzonica, la più grande ed importante presente sulla Terra. In questo luogo mistico si consuma uno degli scandali peggiori che si possano pensare: il disboscamento costante.

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Questo fondamentalmente avviene per assecondare interessi economici, ed in moltissimi casi questo processo ha delle modalità subdole. Gli incendi dolosi sono all’ordine del giorno, e secondo le statistiche sono addirittura in aumento. Una ricerca dell’Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais (Inpe) ha mostrato come, nel solo mese di giugno del 2020, i roghi siano stati ben 2.248.

Facendo un confronto con il medesimo periodo dell’anno precedente, l’aumento è di più di 300 unità. Sicuramente questo incremento è stato favorito dalla pandemia che sta colpendo in maniera particolare il paese brasiliano. Il monitoraggio della foresta è stato sospeso infatti per diverso tempo, lasciando la strada spianata a persone discutibili che hanno compiuto gesti deplorevoli.