La fornitura di acqua potabile è uno dei parametri più importanti per valutare la qualità della vita di un determinato paese. Pensandoci, il fatto di poter dissetarsi con dell’acqua fondamentalmente “pura”, non è per nulla ovvio, soprattutto se pensiamo ad alcune zone del mondo meno agiate.

Il fatto di avere a che fare con del liquido costantemente controllato con analisi chimiche e biologiche, sicuramente è un tassello in più per la cura della salute dei cittadini. Un’acqua lasciata a se stessa, priva di ogni tipo di accorgimento sanitario, rappresenta in tutto e per tutto una minaccia per la popolazione che ne usufruisce nella vita di tutti i giorni.

Parametro reale

Ad un cittadino italiano probabilmente questo discorso genera un sorriso: quella che scorre nei nostri rubinetti è una delle acque correnti più buone che esistano al mondo. In altre località però questa variabile non va data per scontata. Sicuramente tra questi, annoveriamo l’America Latina ed i Caraibi.

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All’interno del rapporto  “Dalle strutture ai servizi: il percorso verso una migliore infrastruttura in America Latina e nei Caraibi”, la Banca Interamericana di Sviluppo dice la sua sulla questione acqua. Stando ad oggi, la metà delle famiglie più povere delle zone sovra citate spende il 14% del proprio reddito per acqua, energia e trasporti pubblici. Parliamo di circa il 30% in più rispetto ad altre regioni in via di sviluppo.

Nella misura in cui vi è un aumento dell’efficienza dei servizi e un calo dei prezzi, i redditi dei settori più poveri aumenterebbero in media del 28% rispetto A QUELLI  dei settori più ricchi per 10 anni