Il periodo della pandemia di Coronavirus sembra aver segnato in maniera particolare la quasi totalità dei paesi mondiali. Se infatti la crisi sanitaria ha mostrato dei deficit pesantissimi sotto il profilo dell’efficienza dei sistemi nazionali, questa ha favorito dei ragionamenti volti alla modernizzazione della nostra società.

Ad esempio il nostro paese ha mostrato un’evidenza lampante: durante il lockdown la connessione ad internet è parsa molto più che necessaria. I nostri dispositivi elettronici infatti sono stati l’unico sistema per rimanere in contatto con gli affetti più stretti. La maggior parte dei cittadini è rimasta soddisfatta dalle prestazioni della linea nelle proprie abitazioni, ma una fetta abbastanza ampia ha lamentato palesi disservizi. In generale dunque viviamo una palese arretratezza in diversi campi.

Svolta green, ma come funziona?

Le situazioni di difficoltà, come spesso accade, danno il “la” a svolte epocali. Il Governo italiano sembra essersi accorto delle criticità venute a galla durante il periodo della pandemia, ed è corso immediatamente ai ripari. Oltre al problema relativo alla salute, da questa crisi partirà una grandissima crisi economica.

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Per rimediare a questo disagio esiste esclusivamente un metodo: immettere nuova liquidità nelle casse del paese. Vista l’arretratezza anche per ciò che riguarda le energie rinnovabili, nell’ormai celebre “decreto rilancio” è previsto un ecobonus del 110% per i lavori nel campo dell’edilizia privata.

Questo prevede un finanziamento statale per chi decidesse di ristrutturare la propria casa secondo principi ecosostenibili. Ogni operazione che sarà riconducibile all’efficientamento energetico dell’immobile avrà modo di essere scontata direttamente in fattura. In sintesi, questo significa che per ristrutturare i costi da sostenere si limiteranno esclusivamente alle semplici operazioni edilizie.

Allora perché 110%? Dal momento in cui un normale cittadino non ha modo di scaricare incentivi dalle proprie tasse, questo credito verrà ceduto all’impresa che svolgerà i lavori. Quel 10% in più rappresenta proprio il guadagno che, sulla singola operazione, può avere l’impresa all’infuori dei propri onorari.