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SIBERIA, IL GASOLIO FINISCE NEL FIUME: DANNO AMBIENTALE INCREDIBILE

Negli ultimi anni, la consapevolezza ambientale sembra essere migliorata. Secondo moltissime ricerche infatti il cittadino medio conosce le regole fondamentali, e spesso le rispetta in maniera abbastanza attenta. Per questo motivo le speranze di osservare un cambiamento radicale continuano a vivere nelle nostre convinzioni.

La realtà però è che l’impegno dei singoli cittadini rischia di risultare vano se l’ambiente non viene rispettato da chi rischia di inficiare in maniera realmente corposa. Il mondo industriale ad esempio andrebbe regolamentato proprio in questa chiave. I rischi che si corrono durante moltissime fasi del lavoro sono troppo alti, e le conseguenze provocate sono altamente pericolose.

Un disastro

Ad esempio, troppe volte abbiamo letto o sentito notizie in riferimento a perdite di petrolio da imbarcazioni addette al trasporto. Moltissime zone marine in tutto il mondo subiscono le conseguenze di questi incidenti per decenni, vedendo flora e fauna scomparire sotto una macchia nera.

Durante gli scorsi giorni, nella regione russa della Siberia purtroppo è accaduto qualcosa di molto simile. Norilsk è una città di poco più di centomila abitanti, dove le temperature fanno segnare una media di -16°. Non è certamente famosa per la cura dell’ambiente: alcune ricerche sostengono che da questa città provenga l’1% delle emissioni mondiali di diossido di zolfo.

Una cisterna contenente gasolio ha perso la bellezza di 20 tonnellate di liquidi, che si sono riversati nel fiume Ambarnaya. Questo ha causato un terribile spettacolo: l’acqua è diventata completamente rossa, ed i residui hanno contaminato un’area di almeno 350 chilometri quadrati.

Una fuoriuscita di petrolio colpisce pesci, uccelli; e il diesel è anche peggio perché la concentrazione di agenti cancerogeni come il benzene è più alta, quindi dal punto di vista dell’impatto sugli organismi che popolano il fiume è disastroso 

Prontamente il Presidente Putin ha provveduto a dichiarare lo stato di emergenza ambientale, stanziando fondi immediati per la limitazione dei danni. Limitare è la parola adatta, poiché le conseguenze di questo evento rischiano in ogni caso di essere drammatiche.

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