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SALENTO, IL MARE CRISTALLINO MOSTRA UN REPERTO ARCHEOLOGICO DI EPOCA ROMANA

Durante il periodo della quarantena imposta dal nostro governo, la natura presente sul suolo italiano ha avuto modo di riposare. L’uomo infatti, anche nel massimo rispetto delle regole ambientali, solo tramite la sua imponente presenza, “pesa” in qualche maniera sull’ambiente.

Abbiamo scritto diverse volte articoli riguardanti il cambiamento più tangibile: quello della qualità dell’aria. Soprattutto nelle grandi metropoli, il traffico è diminuito in maniera drastica, e con lui anche i parametri relativi alle polveri sottili. Si tratta di un miglioramento sul breve periodo, che per rimanere tale avrà bisogno di essere costante nel tempo. Ma non si tratta dell’unico miglioramento avvenuto in questo periodo.

Vacanze pugliesi

Come segnalato qualche giorno fa ad esempio, anche le acque marine hanno visto un cambiamento in questi due mesi di “pace”. I canali di Venezia non sono mai stati così puliti e la città ne ha veramente giovato.

In questo periodo, all’inizio della stagione estiva, nella zona del Salento appare qualcosa di veramente sensazionale sotto all’acqua. Si tratta dei “Sarcofagi del Re“, dei reperti archeologici di epoca romana. Si trovano nelle acque della località di San Pietro in Bevagna, in provincia di Taranto, ed hanno più di 1500 anni.

Parliamo di 23 grandi blocchi di marmo con pesi compresi tra una e sei tonnellate, che probabilmente sono affondati durante il trasporto verso la capitale dell’Impero, cioè Roma. Durante la stagione estiva è possibile vederli osservandoli già dal ciglio dell’acqua. Siamo certi che dopo questo periodo di calma, lo spettacolo sarà ancora più nitido e piacevole. Una buonissima idea per le prossime vacanze estive, rigorosamente in territori nostrani!