La realtà conseguente alla pandemia di Coronavirus sarà inevitabilmente differente rispetto a quella a cui eravamo abituati fino a qualche mese fa. Utilizzare questa terminologia però non implica necessariamente un senso peggiorativo, anzi.

Lo abbiamo sempre detto e continueremo a ripeterlo: è proprio nei momenti di difficoltà che l’uomo tende a trovare le soluzioni migliori. Questo può essere inteso certamente come un difetto, vista la poca lungimiranza che ci contraddistingue nella maggior parte dei casi. Ma tolto ciò, essere spronati a migliorare non può che avere un riflesso positivo sulla nostra società. Ecco perché la pandemia può essere presa come spunto per cambiare la realtà odierna.

Intenti pregevoli

L’IEA (International Energy Agency) ha da pochi giorni pubblicato il suo rapporto sui provvedimenti necessari per una ripartenza economica ideale nel post-coronavirus. Per la creazione di questo documento, l’agenzia si è servita anche e soprattutto dei dati raccolti dal Fondo Monetario Internazionale. Parliamo di una dose massiccia di investimenti nel campo delle energie rinnovabili, matrici indiscusse di una ripartenza sostenibile.

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Il rapporto lascia parlare i numeri: parliamo di un investimento di 1000 miliardi di dollari l’anno per il prossimo triennio, provenienti sia da enti pubblici che privati. Grazie a questi, vedremo nascere circa 9 milioni di posti di lavoro in più rispetto ad oggi, generando un incremento della ricchezza per una media dell’1,1% annuo su scala mondiale.

Nel frattempo, il riferimento alla riduzione delle emissioni di CO2 rimane tra le priorità. L’intento sarebbe quello di eliminare 4,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, che continua ad essere tra le cause indiscusse dei cambiamenti climatici a cui assistiamo in questa epoca.