Come ogni 5 giugno, oggi si festeggia la giornata mondiale dell’ambiente. Si tratta di una ricorrenza annuale ideata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1972, volta a sottolineare l’importanza e la bellezza di ciò che ci circonda. Madre Natura infatti ci ha fornito qualcosa di davvero unico: non è un caso che il nostro Pianeta sia l’unico del nostro Sistema Solare a poter ospitare forme di vita.

In linea di massima la giornata mondiale sarebbe un evento da festeggiare, ma con il passare degli anni l’ottica è decisamente cambiata. È divenuta sempre più un’occasione di richiamo alla serietà e alla dedizione dei cittadini per una causa che troppo spesso viene messa da parte. Come può però una persona comune rispettare l’ambiente nel momento in cui lo stato di cui è cittadino non rema dal medesimo lato?

Tristemente arretrati

La realtà, come spesso accade, è differente da come ci aspetteremmo. L’Italia, nonostante la consapevolezza ambientale sia in forte rialzo, è agli ultimi posti della classifica europea stilata sulla base di alcuni parametri comuni.

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Rifacendoci a cifre certe, segnaliamo come il nostro paese abbia pagato circa 600 milioni di euro di multe all’UE. Queste sono decretate per non aver rispettato parametri ambientali stabiliti con tutta la comunità. Il cittadino singolo purtroppo può abbastanza poco se non viene supportato dalle autorità competenti e soprattutto dallo stato.

L’ambiente di contro è una delle tematiche preferite delle campagne elettorali: troppo spesso però, le promesse fatte non vengono mantenute in sede istituzionale. La pandemia in atto fornisce uno spunto di riflessione: come possiamo vivere in maniera sana e sicura se il mondo che ci circonda sta cadendo a pezzi? Speriamo con tutto il cuore che questa sia la volta buona per dare un segnale forte di cambiamento.