La musica fa parte della vita della maggior parte degli uomini. Si tratta di un’arte dalla quale è praticamente impossibile essere lontani, poiché il sottofondo sonoro è presente ovunque. Persino le immagini perderebbero di significato se non accompagnate da una musica: insomma, anche applicandoci tutto ciò sarebbe impossibile.

Ma perché parlarne in questa chiave dispregiativa? Effettivamente ognuno ha un proprio rapporto personale con questa arte, che però risulta essere la passione di molti. Una particolare canzone può ricordarci alcuni momenti importanti della nostra vita e rimanere in maniera indelebile nella nostra mente. Avete mai sentito parlare dell’utilizzo di questa nelle terapie di cura per alcune situazioni precarie? Sembra assurdo, eppure non ci stiamo inventando nulla.

Strano ma vero

Non vi “suonerà” nuovo leggere di madri che fanno ascoltare la musica classica ai propri figli già prima del parto, nella speranza che questi possano nascere più intelligenti della media. Al di la di questo discorso che magari affronteremo in futuro, oggi vogliamo parlarvi di una scoperta sensazionale che è avvenuta nel campo della medicina riabilitativa.

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All’Istituto Serafico di Assisi hanno scoperto che l’ascolto ripetuto della sonata K448 di Wolfgang Amadeus Mozart ha effetti benefici per chi soffre di crisi epilettiche. Queste infatti, rispetto al campione preso in esame, hanno visto una riduzione del 21%.

Parliamo di soggetti con severe disabilità intellettive, molto soggetti a ricadute durante i periodi di riabilitazione. Bene, forse è anche per questo che Mozart è considerato il miglior compositore della storia: la sua musica fa bene alla salute dell’uomo.