Onestamente, parlare di animali uccisi da bracconieri nel 2020 fa abbastanza effetto. Il mondo continua a progredire, le tecnologie migliorano ogni giorno di più, ma l’uomo continua a non portare rispetto per le creature che condividono questo splendido Pianeta con lui.

Gli interessi economici purtroppo continuano a fare da padroni nella nostra “civiltà”. Utilizziamo le virgolette proprio per questo motivo: un mondo realmente civile sarebbe quello in cui questo genere di sfruttamenti ed uccisioni fossero banditi. Questo non solo dalle legislazioni nazionali, ma proprio da organi capaci di imporsi su scala mondiale. Purtroppo questo rimarrà per sempre un miraggio, ed anche gli animali che rischiano seriamente l’estinzione, finiranno per scomparire dal nostro pianeta.

Nessuna pietà

Questo ad esempio è il caso della tigre di Sumatra, specie considerata molto a rischio nel panorama felino. Solo qualche giorno fa, in Indonesia, è stato trovato un esemplare di rara bellezza morto in una piantagione di cellulosa. Il “merito” di questo evento è senza alcun dubbio di un bracconiere, come hanno testimoniato coloro che hanno trovato il corpo esanime della povera bestia.

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La notizia è stata resa pubblica da GreenPeace, ong attiva a livello mondiale per la salvaguardia della natura e degli animali.

L’espansione, legale e illegale, delle piantagioni per la produzione di olio di palma e cellulosa è una delle principali cause degli incendi che da ormai molti anni devastano le foreste indonesiane, causando gravi problemi di salute alla popolazione e la perdita dell’habitat di molte specie endemiche come la tigre di Sumatra. In natura ne rimangono circa 600 esemplari

Se vogliamo, questa uccisione è avvenuta solo per il mero gusto sadico di chi l’ha compiuta. La carcassa infatti, completamente integra, non ha subito alcun ladraggio per il mercato nero. Secondo GreenPeace in ogni caso eventi del genere sono legati in maniera indissolubile alla deforestazione. Gli animali, alla ricerca di un nuovo habitat ideale , rischiano sempre di più la vita avvicinandosi ad aree in cui è possibile incontrare il loro più grande nemico: l’uomo.