Gli sprechi, in un mondo volto al consumismo come il nostro non sono mai bene accetti. Ecco perché l’ideale sarebbe trovare una collocazione per ogni scarto che possa valorizzare ogni risorsa che la natura ci ha messo a disposizione. Parlando di riso ad esempio, esiste un utilizzo inaspettato ed ovviamente sostenibile in grado di rendergli onore.

Questo cereale rappresenta il nutrimento principale per oltre la metà della popolazione mondiale. Può fare la differenza in una dinamica di economia circolare, contribuendo ad un’edilizia di svolta, benessere e soprattutto di responsabilità ambientale. Come diciamo spesso, la pandemia in atto ci sta insegnando a dare il giusto peso alle cose. E il nostro Pianeta deve essere la priorità assoluta.

No allo spreco

In una zona specifica del nord italia sono situate la maggior parte delle risaie del nostro paese. La città piemontese di Biella ad esempio è una di quelle che vede il maggior numero di aziende di produzione risicola dello stivale. In questo contesto l’architetto Tiziana Monterisi ha portato la sua idea vincente.

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Parliamo di RiceHouse, una startup che progetta, realizza e commercializza nuovi prodotti bio per l’architettura. Parliamo di intonaci, ma anche di massetti, pannelli di chiusura e di rivestimento e persino di ecopittura.

Il concetto è molto semplice. Utilizzare materiali 100% naturali, privi di qualunque sostanza chimica e completamente prodotti in Italia. Il reimpiego di materiali di scarto provenienti dalla lavorazione del riso è proprio il “segreto” vincente. Il coronamento del progetto sarebbe quello della costruzione di una casa passiva utilizzando esclusivamente questi “avanzi”. In questa maniera non sarebbe necessario alcun impianto di riscaldamento, poiché la struttura manterrebbe al suo interno una temperatura mite durante tutte le stagioni.