In questo periodo siamo abbastanza sensibili quando leggiamo la parola virus. Queste forme di vita sono sul nostro pianeta da un quantitativo di tempo inenarrabile, a cui risulta anacronistico paragonare l’avvento della vita umana. Abbiamo a che fare con i virus ogni anno, ma mentalmente ora ci troviamo predisposti a vivere con una (falsa) novità: questi esisteranno anche dopo che il genere umano si sarà estinto.

La realtà dei fatti è che quando qualcosa finisce sotto i riflettori, il panico è pronto per scattare. Risulterà retorico dirlo, ma usciremo anche da questa crisi. Sono stati commessi moltissimi errori per quanto riguarda la prevenzione, e di questi qualcuno dovrà rispondere. Di certo il nostro stile di vita andrà modificato rispetto alla precedente “normalità”, ma ci abitueremo anche a questo.

Giù come foglie

Di certo però, leggere di avvenimenti come quelli che sono accaduti in Australia negli ultimi giorni non può aiutare a mantenere la calma. Sembra infatti che, proprio a causa di un virus, un quantitativo molto ampio di pappagalli abbia perso la vita nella zona di Brisbane.

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“Abbiamo notato  che i pappagalli sono colpiti da paralisi prima alle zampe, poi, una volta caduti a terra, anche se scampano ai predatori, muoiono per crisi respiratorie. Il contagio avviene soprattutto quando grandi numeri di questi volatili si concentrano alla ricerca di cibo. Sono ormai tre anni che stiamo studiando il fenomeno, ma quest’anno il virus che stermina i lorichetti arcobaleno è particolarmente aggressivo”

Parola del professor Darryl Jones, veterinario della Griffith University. Il “segreto” per non alimentare il contagio dunque è molto semplice: basta non sfamarli. Certamente in un momento storico del genere una notizia come questa non può che alimentare il panico. Ma gli studiosi sono sicuri: si tratta di un qualcosa di molto strano ma che non ha assolutamente a che fare con il Coronavirus che sta martoriando il genere umano.