Purtroppo siamo soliti raccontarvi di specie che rischiano di scomparire dal nostro Pianeta. Il fatto che l’antropocentrismo abbia da sempre contraddistinto la nostra specie, non ha fatto altro che mettere in costante pericolo tutto ciò che si frapponesse tra noi ed i nostri intenti.

Il più delle volte questi rispecchiavano interessi economici, ed è evidente che l’uomo di fronte al denaro smette completamente di ragionare. Facendo un esempio calzante, nel momento in cui si abbatte una foresta, si sta compiendo un crimine molto più grande di quello che può sembrare. Innanzitutto, per interessi personali, si sta eliminando un bene comune in grado di fungere da polmone per il nostro pianeta. In secondo luogo, tutta la fauna che viveva all’interno di questo, sarà costretta a trovare un altro habitat.

Ripopolamento efficace

Durante il ventesimo secolo, la lontra ha rischiato diverse volte l’estinzione. Questo mammifero vive prettamente i fiumi e i laghi dell’Europa e dell’Asia, ed oggi è possibile trovarlo soprattutto nel meridione italiano. La sua soffice pelliccia è da sempre stata oggetto di desiderio per chi ne faceva uso, ma nel momento in cui la specie ha rischiato di scomparire definitivamente dal nostro pianeta, lo smercio è stato abbandonato.

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Secondo dati raccolti dal WWF, ad oggi si stimano circa 600 lontre in tutta Italia, molte di più rispetto a quelle che circolavano durante lo scorso secolo. Le regioni più frequentate sono sicuramente quelle del centro – sud, con una densità molto alta tra Abruzzo, Molise e Puglia.

Secondo alcune credenze, la lontra è legata simbolicamente sia alla donna che all’acqua. I celti ad esempio in antichità la consideravano un animale magico al quale richiedere protezione in momenti di massima introspezione.