Durante il periodo della pandemia del Coronavirus tutto il mondo si è focalizzato in primis su questioni riguardanti la sanità. Chiaramente, essendosi palesato un problema di dimensioni globali, tale focus è risultato più che giusto. I tagli economici agli ospedali avvenuti negli anni, soprattutto per quanto riguarda la situazione italiana, hanno evidenziato lacune incommentabili.

In questo periodo si è evidenziata la correlazione tra inquinamento ed esplosione spropositata dei contagi. I numeri sono stati troppo alti nelle zone in cui i particolati atmosferici costituiscono una costante da moltissimo tempo. Effettivamente è stato dimostrato scientificamente che sia possibile un contagio per mezzo delle polveri sottili.

Attenzione a non dimenticare

Inevitabilmente dunque alcune battaglie che avevano preso piede prima dell’inizio della pandemia sono state messe momentaneamente da parte. Una di queste, mai dimenticata e soprattutto cavallo di battaglia delle associazioni ambientaliste, è quella relativa all’inquinamento delle acque marine.

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La plastica costituisce il problema più corposo per ciò che riguarda questo tipo di realtà. Sui fondali oceanici e nello stomaco di moltissimi animali insospettabili, sono avvenuti ritrovamenti di residui appartenenti a bottigliette e a sacchetti per la spesa. Questo però non è l’unico dramma che vivono le nostre acque. Il Mar Mediterraneo ad esempio sta diventando sempre più caldo, e i livelli di acidità continuano a crescere in maniera spropositata.

Secondo il WWF ogni anno finiscono nel nostro mare oltre 570000 tonnellate di rifiuti plastici. I calcoli stimano che la responsabilità, rispetto ai 21 paesi che si affacciano sul Mediterraneo sia prettamente di tre di questi: Egitto (42,5%), Turchia (18,9%) e Italia (7,5%).

Come se non bastasse, nel 2018 un incidente tra due navi cargo ha scaturito la fuoriuscita di circa 600 tonnellate di petrolio vicino alla costa della Corsica. È davvero un peccato, riflettendo sul fatto che il Mar Mediterraneo costituisce uno dei più grandi vanti di questa zona geografica, sia a livello climatico che per quanto riguarda la biodiversità.