La pandemia di Coronavirus ci ha messo per l’ennesima volta di fronte ad un’evidenza ormai certa. L’uomo non può più pensare di essere “proprietario” del Pianeta su cui vive. Siamo ospiti, ed in questo senso dobbiamo trovare una maniera per far coesistere i nostri bisogni con il rispetto dell’ambiente.

Per troppo tempo questo concetto è stato nominato senza procedere all’attuazione di misure in grado di mettere in atto un cambiamento reale. Come dicevamo, è stata necessaria una pandemia per reintrodurre il concetto di salvaguardia della biodiversità e dell’ambiente in generale. Negli ultimi anni, grazie allo sviluppo delle tecnologie, si sta favorendo l’implemento di impianti di produzione di energie rinnovabili. Ma siamo solo all’inizio

Sarebbe fantastico

Occorre dunque un piano di investimenti oculati nel prossimo futuro, che possa favorire una svolta sempre maggiore verso le fonti di energia rinnovabile. Ciò che ci si auspica infatti è un rispetto delle “belle parole” riguardanti la riduzione delle emissioni di CO2 e più in generale dell’inquinamento, risultato degli Accordi di Parigi risalenti ad ormai 5 anni fa.

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L’IRENA (Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili), nel suo report “Global Renewables Outlook” sostiene la necessità di una drastica trasformazione energetica mondiale. L’intento è quello dell’abbandono dell’utilizzo del carbone, sfruttando questo cambiamento per la creazione di una ripresa economica post-pandemia nel segno del “green“. Parliamo di una potenzialità immensa, che darebbe anche nuovo sfogo al mondo del lavoro con circa 42 milioni di nuovi posti su scala mondiale.

Secondo i dati raccolti, esiste anche una considerevole convenienza economica relativamente a questa svolta: che sia la chiave per convincere tutti che si tratta di una scelta giusta?