Quella dei cambiamenti climatici è una realtà con la quale stiamo imparando a convivere. Questo termine non è usato a caso, poiché l’impegno profuso non è ancora sufficiente, e rischiamo di essere vittime degli stessi danni che abbiamo contribuito a provocare.

L’equilibrio della Natura è tanto perfetto quanto precario. È bastato infatti un disinteresse condiviso dalla maggior parte dell’umanità negli ultimi secoli per far si che questo si modificasse. In un certo senso il problema è tutto nostro: se infatti il Pianeta proseguirà comunque il proprio processo di sviluppo, le specie animali rischiano di vedere le condizioni di vita diventare sempre peggiori. Non solo l’uomo, ma anche tutta la fauna e la gran parte della flora.

Numeri spaventosi

Non è un mistero dunque che le temperature medie stiano salendo vertiginosamente. Questo comporta una serie di eventi concatenati tra loro che non fanno altro che peggiorare le potenzialità di una vita sana e sicura. Per fare un esempio che renda l’idea, vi riportiamo i dati raccolti da una ricerca svolta dall’Eurac Research di Bolzano.

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Questo eclettico istituto di ricerca, ha voluto misurare la diminuzione della neve caduta in tutto il mondo nell’arco di tempo che va tra il 2000 ed il 2018. Questi sono su scala mondiale proprio per evidenziare le zone che risentono di più dei cambiamenti climatici.

La diminuzione è davvero spaventosa. Parliamo infatti di una media del -78%. Le aree più interessate sono quelle del Sud America. L’arco alpino italiano non fa misurare dati incredibilmente preoccupanti, anche se nella zona orientale la neve è palesemente diminuita negli ultimi anni.

“La mappa mostra anche zone in cui la copertura nevosa è aumentata, in Russia, ad esempio. Questo apparentemente è un buon segno, ma in realtà è dovuto ad un aumento delle temperature che, pur restando sottozero, aumentano di qualche grado. Questo, in combinazione con l’umidità dell’aria, favorisce la formazione della neve.”

Queste le parole di Claudia Notarnicola, autrice dello studio che ci mette per l’ennesima volta sull’attenti.