Nella giornata di oggi abbiamo ricevuto una bruttissima notizia. All’età di 70 anni, si è spento in un ospedale di Oviedo, in Spagna, Luis Sepulveda. La sua morte è avvenuta a causa di qualcosa che in questo momento fa parlare moltissimo di se, ovvero il Covid-19.

Ebbene si, anche l’autore del celebre romanzo “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” è stato contagiato dal nuovo Coronavirus. Dopo una settimana di ricovero, purtroppo, la notizia che nessuno avrebbe voluto ascoltare. Nato in Cile nel 1949, fuggì a causa della persecuzione da parte del regime di Augusto Pinochet. La sua vita in Europa si è divisa tra Germania, Francia ed infine Spagna.

La natura sempre al centro

La sua passione per la “natura” è riscontrabile nella maggior parte delle sue opere. Non a caso infatti il suo romanzo più celebre racconta proprio una bellissima storia che vede due animali come protagonisti. Questo divenne anche un film di animazione, uscito nel 1998 e diretto da Enzo D’Alò. Amante da sempre dell’Italia, conosceva perfettamente la nostra lingua e la parlava in maniera fluente.

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Nel 2013 fu insignito del “Pegaso d’Oro“, il più alto riconoscimento che esista per quanto riguarda la Regione Toscana.

“Luis Sepúlveda, con i suoi libri, tradotti in tutto il mondo, ha posto le sue doti letterarie al servizio della causa dell’umanità. I suoi romanzi dedicati alle terre australi dell’America hanno denunciato l’aggressione all’ambiente, che mette a rischio il destino dell’intero pianeta”

Questa una piccola parte del discorso che lo introdusse in quell’occasione. Il suo amore per l’ambiente non è rimasto solo su carta. Ha preso parte infatti a moltissime iniziative di Greenpeace. Il mondo oggi perde un personaggio eclettico e visionario. Riposa in pace Luis!