Per un cavallo, la socialità viene prima di qualunque altra necessità fisiologica. I bisogni riguardano prettamente il corpo: bere, nutrirsi, poter regolare la temperatura, potersi curare solo per fare alcuni esempi. Ma oltre a questi esistono delle necessità che riguardano il comportamento: si tratta di atteggiamenti irrinunciabili, che ciascuno deve essere libero di esercitare per garantirsi il benessere mentale.

Fino allo scorso decennio, si riteneva che la nutrizione, il bere e non avere dolore fisico fossero necessità ben più importanti rispetto agli affetti per un cavallo. Le priorità di questo animale, piuttosto che in forma piramidale, andrebbero spiegate con uno schema a torta. Non esiste infatti una gerarchia, come ha affermato il filosofo ed etologo Roberto Marchesini.

Come dividere la torta?

Se un equino è dolorante e perde di vista un compagno di branco, non è affatto detto che il primo investirà tutte le sue energie per rimediare al suo danno fisico, anzi. La scienza ha identificato tre necessità etologiche dei cavalli. Prima fra tutte è la possibilità di farsi “grooming” reciprocamente, ovvero il tipico mordicchiarsi criniera e fianchi. Il secondo è la possibilità di giocare: i caratteri possono essere differenti di animale in animale, ma ciò che conta è avere anche solo l’occasione di rapportarsi con un suo simile, giocandoci.

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La terza ed ultima caratteristica è la capacità di leggere sottili segnali da parte dell’altro. Ad esempio, una “lotta” può essere seria o fatta per gioco. Questo l’animale può capirlo solo analizzando il comportamento altrui. Tutte queste necessità fanno capo alla stessa evidenza: il cavallo deve vivere in gruppo. Questo, per essere considerato branco, deve essere composto almeno da 3 o 4 soggetti.