La pandemia del Coronavirus non ha sempre avuto le dimensioni che ormai abbiamo imparato a conoscere. Nei primi mesi del 2020 infatti questa sembrava essere esclusivamente relegata nella regione dell’Hubei, in Cina, dove è situato l’epicentro: la città di Wuhan.

Fin da subito ha fatto molto scalpore il fatto che questo nuovissimo virus avesse una provenienza animale. Con il tempo e grazie ad alcuni studi mirati, siamo venuti a conoscenza della sua vera origine. I pipistrelli sono portatori sani di questo tipo di batteri, ed in qualche maniera hanno avuto la possibilità di contagiare l’uomo. Qualcosa di molto strano ed insolito. In ogni caso, prima di essere data per assodata, questa possibilità ha dato il la ad una serie di iniziative e di proteste riguardanti il rispetto per gli animali ed il loro consumo abituale nella tradizione culinaria cinese.

Finalmente la svolta

Ebbene si, fino a mercoledì scorso in Cina erano considerati commestibili moltissimi animali, tra cui spiccavano cani e gatti. Non finisce qui: nei mercati del paese orientale solitamente gli animali sono esposti al pubblico ancora vivi ed in gabbie di dimensioni ridotte. Sono dunque venduti per denaro al fine di essere consumati sulle tavole imbandite.

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Cani e gatti sono stati rimossi dalla lista degli animali definiti “bestiame“, per i quali la vendita rimane autorizzata.

“Per quanto riguarda i cani, insieme al progresso della civiltà umana, alla preoccupazione pubblica e all’amore per la protezione degli animali, sono stati specializzati per diventare animali da compagnia e a livello internazionale non sono considerati bestiame e non saranno regolati come tali in Cina”

Questo un piccolo estratto del testo con cui si è vietato categoricamente il consumo. Meglio tardi che mai.