Una delle attrazioni più particolari ed innovative della città di Milano è sicuramente il “Bosco Verticale“. Questo complesso residenziale è composto da due palazzi ed è stato disegnato dal Boeri Studio, che ha la sua sede principale proprio nella città meneghina.

Il quartiere dove sorge questa opera d’arte moderna è Isola, e si trova nella parte settentrionale della città. La vicinanza con la stazione di Porta Garibaldi spesso la rende la prima tappa del giro turistico. Questi grattacieli, come intuibile dal nome, hanno la particolarità di essere dei giardini, oltre che delle residenze per privati.

Sono presenti infatti più di duemila tra arbusti e alberi, che coprono l’intera superficie esterna dei palazzi. Questo progetto ha vinto moltissimi premi a livello internazionale, ed ha aperto la strada a moltissime costruzioni simili. Anche la città di Roma ad esempio, da qualche tempo, ha la sua versione del “bosco verticale”.

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Bosco capitale

Come detto dunque, il progetto che porta il nome di Stefano Boeri ha riscosso successo in ogni parte del mondo. Una tale idea può essere vincente anche come dichiarazione di intenti. Riempire una parete di piante significa testimoniare la vicinanza alla causa ambientalista, un sostegno alla biodiversità.

Non è stato facile a livello burocratico, come spesso accade in Italia, ma ora anche Roma ha il suo bosco verticale. Si trova nel quartiere Prati, situato nel centro cittadino, ed è di proprietà dell’università Lumsa (Libera Università Maria Santissima Assunta).

Questo ricopre un’intera parete e raccoglie centinaia di piante differenti al suo interno. Certo, non sarà sicuramente come l’originale, ma è sicuramente qualcosa di molto affascinante.