Sembra passata una vita da quando vi raccontavamo degli incendi che hanno colpito il continente australiano. Le fiamme, che hanno interessato soprattutto le regioni di Victoria e del Nuovo Galles del Sud, sono state finalmente spente dopo più di 8 mesi. Queste hanno iniziato a propagarsi a giugno 2019, per venire estinte completamente solo nel mese di febbraio del 2020.

I roghi sono stati causa di un disastro ambientale tra i peggiori che siano mai avvenuti. Numeri ufficiali riportano cifre spaventose: circa 17 milioni di ettari di natura e centri abitati non esistono più. Le persone ad aver perso la vita sono ufficialmente 33, mentre gli animali selvatici morti sono approssimativamente un miliardo.

Non tutto è perduto

Se per la natura bruciata e gli animali morti non si può fare nulla ormai, l’attenzione è stata rivolta soprattutto alla cura delle moltissime bestie che sono riuscite a salvarsi. Nella maggior parte dei casi le ustioni sono risultate impressionanti, e tutti i centri di cura del continente sono stati attivati per un tentativo di salvataggio estremo.

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Un altro problema fondamentale è stato quello della ricerca di habitat adatti agli animali rimasti illesi, ai quali è stata tolta la possibilità di vivere insediati nei luoghi dove sono cresciuti. Fortunatamente il continente è molto espanso e in gran parte disabitato. Negli ultimi giorni è diventato famoso un koala, guarito dalle gravi ustioni riportate a causa delle fiamme. Il suo nome è Awen, è una femmina, e fu il primo animale ad essere portato in cura al Port Macquaire Koala Hospital.

Le speranze di vita del piccolo mammifero erano davvero poche a causa di ustioni su zampe e fondoschiena. Oggi, assieme ad altri 25 esemplari della sua specie, Awen è tornata a vivere in mezzo alla natura. I segni e le cicatrici della disgrazia sono ancora molto evidenti, ma la sua figura è indubbiamente un simbolo di speranza per l’intero continente.