Non ci stancheremo mai di ripetere quanto sia stato sbagliato abusare in maniera spropositata delle possibilità che ci ha offerto Madre Natura. Il pianeta su cui viviamo gode di alcuni equilibri che nella nostra galassia sono assolutamente unici. Questo concetto evidentemente non è stato ben chiaro finché non si è aperta la possibilità più che seria di toccare un punto di non ritorno. 

Con i comportamenti poco ragionevoli dettati dalle logiche consumistiche stiamo facendo del male a noi stessi, oltre che a tutti gli abitanti della Terra. Il mondo animale ad esempio non ha nessuna colpa su tale frangente. Rischia però il tracollo a causa della noncuranza umana.

Circolo vizioso

Dovremmo portare un rispetto lontano anni luce da quello attuato fino a questo momento. Le stime sugli animali in via di estinzione sono sempre più nere, e la motivazione di tutto ciò è attribuibile solo ed esclusivamente all’uomo. Non tutte le specie però sono spacciate: per alcune esiste ancora una possibilità concreta di non scomparire per sempre.

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Portiamo l’esempio del pinguino imperatore: ad oggi non è realmente in pericolo guardando i numeri. In proiezione però, tra circa 80 anni, non farà più parte del nostro ecosistema. Questa sicurezza deriva dai risultati di uno studio del Woods Hole Oceanographic Institution, con sede nel Massachusetts, negli Stati Uniti.

Pubblicato sulla rivista Global Change Biology, lo studio afferma che osservando i parametri relativi all’aumento medio delle temperature, questo risulterà fatale per il destino del pinguino imperatore. Banalmente la causa è lo scioglimento dei ghiacci, habitat prediletto da questa specie. Solo rispettando in maniera seria ed oculata gli impegni che sono stati presi a Parigi nel 2015 potremo salvare questo tenero animale da un triste destino.