Sembra assurdo, ma anche uno dei posti più “sacri” del nostro pianeta è soggetto all’inquinamento. E questa volta non parliamo di quello relativo alle polveri sottili contenute nell’aria, né di qualcosa relativo alle temperature medie sempre più alte.

L’Himalaya è certamente uno dei luoghi più amati dagli scalatori professionisti di tutto il mondo. La catena montuosa situata in Nepal è quella con le altezze medie delle vette più alte di tutto il pianeta. Naturalmente, oltre che molto bello, è un luogo abbastanza pericoloso. Solo dopo moltissima esperienza nel campo infatti ci si può avventurare in un’impresa come la conquista della vetta dell’Everest o del K2. 

L’inciviltà non ha bandiere

Come dicevamo, sembra impossibile, ma il problema dello smaltimento dei rifiuti è arrivato anche a queste altezze. Molti scalatori infatti, lasciano i propri rifiuti sulle pendici delle montagne, preferendo alleggerire il proprio bagaglio. Nonostante in parte abbiano ragione, questi non si prodigano minimamente per raccogliere tutto ciò che hanno lasciato nelle zone dei campi base situati in posizioni strategiche.

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Il risultato è che in moltissimi casi è possibile trovare distese di rifiuti gettati a terra, che rovinano lo splendido paesaggio. Inoltre questi rischiano di finire nascosti sotto la neve, inquinando in maniera definitiva.

Il governo nepalese dunque ha stanziato 860 milioni di rupie (circa 7 milioni di euro) per assoldare alcuni soggetti addetti alle pulizie della montagna. Il portavoce degli Sherpa (le guide di montagna del luogo) si è detto contrariato rispetto a tale notizia. Il motivo è semplice: gli addetti verranno selezionati dall’esercito del paese. Data l’inesperienza, probabilmente si fermeranno a quote molto basse. I rifiuti invece arrivano fino alla vetta delle più alte montagne del nostro pianeta.