In questo momento storico, chi è sotto i riflettori vuole farsi vedere attivo sotto il punto di vista ambientale. Andremo controcorrente, ma fondamentalmente si tratta soprattutto di prese di posizione dettate dal mercato: non unificarsi alla massa risulterebbe una caduta di stile, inficiando non poco sull’immagine.

Da qui una serie infinita di endorsement per la questione relativa ai cambiamenti climatici. Ogni tipo di azienda ha espresso un proprio mea culpa, soprattutto quelle che sono le grandi multinazionali che agiscono in ogni campo dell’industria.

Mai fare di tutta l’erba un fascio, esistono indubbiamente soggetti che sono realmente sensibili su questa causa, e la loro storia lo dimostra.

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Greta alza la voce

“Non abbiamo bisogno di obiettivi per il 2030 o il 2050, ma per ogni singolo anno: dobbiamo iniziate a tagliare le emissioni in maniera drastica alla fonte fin da ora. I vostri obiettivi lontani nel tempo non serviranno a nulla se le emissioni continueranno ai livelli odierni, anche solo per qualche altro anno”

Come succede spesso, Greta Thunberg è tornata ad esprimersi sull’argomento. Questa volta non ha avuto davvero alcun pelo sulla lingua. La questione ambientale non è qualcosa che può essere cambiato nel giro di pochissimi mesi, chiaramente. Occorre un impegno costante e soprattutto un cambiamento drastico della mentalità.

Altrettanto però, secondo la giovanissima attivista svedese, non è possibile porre obiettivi ventennali o addirittura trentennali. Per un miglioramento delle cose occorre porre scadenze a breve termine, biennali o addirittura annuali.

Solo con un sistema pronto a cambiare immediatamente e in maniera costante sarà possibile salvare la nostra terra dal tracollo.