La pandemia causata dal nuovo Coronavirus ormai ha coinvolto l’intero pianeta. Inizialmente il tutto sembrava interessare esclusivamente la Cina, nemmeno nella sua interezza. Il fatto di essere riusciti a confinare il tutto esclusivamente alla città “epicentro” di Wuhan, sembrava aver tranquillizzato anche i più timorosi.

A causa del mondo globalizzato e dei mezzi di trasporto ormai incontrollabili però, questo virus è arrivato in tutti i continenti della terra e sta inficiando sulla vita di moltissime persone. Questo provoca una fortissima polmonite, che soprattutto nel caso delle persone più debilitate da malattie pregresse, può risultare fatale.

Mondo animale sull’attenti

Sappiamo ormai con certezza che la provenienza di questo virus è dal mondo animale. Probabilmente a causa di un contatto con del sangue di pipistrello proprio in Cina, il primo soggetto è stato contagiato. Al momento non esiste nessuna prova scientifica di altri animali che stanno morendo a causa di questo, ma c’è da ammettere che l’uomo non è in grado di poter effettuare studi approfonditi proprio a causa della quarantena forzata.

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Quello che la scienza afferma però, è che esiste una certa compatibilità pregressa rispetto alla reazione ai virus tra uomo e ominidi, di cui i gorilla sono la specie più conosciuta.

In Africa cresce la preoccupazione proprio per questi primati, potenzialmente anche loro a fortissimo rischio. Proprio per questo motivo il Parco nazionale dei Virunga, in Congo, ha vietato l’ingresso a turisti e studiosi fino al primo di giugno.

“Tutti gli sforzi possibili vanno attuati. Sappiamo che i gorilla sono molto sensibili alle malattie umane. Di norma chi è affetto da raffreddore o influenza non può andare a vedere le scimmie. A maggior ragione ora, questa precauzione vale per portatori sani e asintomatici di Covid-19 che potrebbero mettere in pericolo i primati”

Con queste parole, Paula Kahumbu, direttrice di Wildlife Direct, ha giustificato la decisione.