Qualche mese fa vi avevamo segnalato la buona riuscita dell’esperimento effettuato sul fiume Tevere. Fu istallato un sistema in grado di catturare tutti i rifiuti plastici a ridosso della foce, evitando di farli arrivare in mare.

Si trattava di una novità per il corso d’acqua che tra le varie località bagna la capitale, Roma. Per l’ambiente, la plastica è assolutamente uno dei materiali più nocivi che siano mai esistiti. Il fatto che spesso, nell’acqua del mare troviamo delle buste o delle bottigliette deve farci porre molte domande.

Nell’ultimo anno sembra cresciuta la consapevolezza del genere umano per quanto riguarda il rispetto della natura e la raccolta dei rifiuti.

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Semplice ed efficace

“Oggi scadeva la proroga ma abbiamo deciso di proseguire con la sperimentazione per altri tre mesi, fino alla metà di maggio”

Con queste parole, Cristiana Avenali, responsabile regionale dei contratti di fiume ha commentato l’ennesima conferma per questo sistema.

Negli ultimi due mesi infatti, da quando la sperimentazione è stata riconfermata, sono stati raccolti circa mille e trecento chili di rifiuti plastici che sarebbero altrimenti finiti nel mar Tirreno. Di fatto, molti cittadini vorrebbero che questa smettesse di essere una sperimentazione. Il fatto che si tratti di un progetto provvisorio non sembra accontentare le associazioni ambientaliste.

Fondamentalmente nei mesi in cui la barriera è stata in funzione, ha raccolto un quantitativo notevole di rifiuti e ha aiutato considerevolmente a curare il paesaggio del litorale romano. Sarebbe assolutamente il caso di rendere questa struttura definitiva, vista la sua fondamentale importanza a livello ambientale. Più di una tonnellata di plastica sarà sufficiente a convincere le istituzioni?