Sembra assurdo, ma purtroppo è la verità. Nel 2020 ancora c’è chi sostiene il mercato delle pellicce, che onestamente ci sembra qualcosa di vetusto e davvero démodé.

Parliamo di un momento storico in cui la consapevolezza dell’uomo finalmente sembra essere tornata a livelli minimi accettabili. Non parliamo esclusivamente dello sfruttamento degli animali per il puro e semplice gusto estetico, ma di molto altro. Ad esempio, la plastica sta scomparendo sempre più velocemente dalla nostra vita, dopo che i soggetti giusti si sono fatti vedere attivi per la causa. Il concetto comunque rimane sempre quello dell’antropocentrismo: siamo stati e siamo tuttora egoisti nel pensare di essere i padroni del nostro pianeta.

Una chiusura giusta

Tornando al concetto di animalismo, provatevi a mettere nei panni di una povera bestia. Viene allevata al solo scopo di diventare una pelliccia per un cappotto venduto da qualche grande marchio, che non contento del gesto compiuto in precedenza, lucrerà in maniera sostanziosa su tutto. Noi onestamente ci sentiamo di denigrare un pensiero del genere, che nel 2020 ci sembra tutto tranne che moderno.

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Nella provincia di Parma, qualche giorno fa, è stato finalmente dismesso un allevamento di visoni destinati al mercato delle pellicce. La cosa che dovrebbe far riflettere tutti, è che questo ha chiuso i battenti dopo aver verificato che la domanda non corrispondeva a quella che era l’offerta programmata dall’azienda.

A livello di permessi ed autorizzazioni, l’attività era completamente lecita. Ci auguriamo che in un futuro prossimo lo stato possa dare una dimostrazione forte. Nel ventunesimo secolo non c’è davvero più spazio per le pellicce animali.