Qualche anno fa, è sbocciata una contestazione contro le aziende produttrici di prodotti cosmetici. Queste testavano i loro prodotti sugli animali, ed il mondo ha condannato in maniera molto severa un gesto del genere. Non si tratta di essere animalisti: bisogna avere rispetto per qualunque essere viva sul nostro pianeta.

In questo caso però a far clamore non è stato nulla di questo genere. Questa volta fortunatamente gli animali sono stati lasciati da parte. Ciò non toglie che i riscontri che sono emersi da una ricerca condotta da Altroconsumo, sono sconcertanti. Sembra infatti che il 36% dei rossetti che vengono venduti liberamente nel mercato non siano davvero sicuri.

Moltissimi marchi coinvolti

Altroconsumo InSalute ha pubblicato i risultati di un’indagine molto interessante nel suo numero di febbraio 2020.  Moltissime donne fanno uso di moltissimi tipi differenti di lipstick. Esistono di colorazioni molto particolari ed originali, e la scelta è davvero ampia grazie ai tantissimi marchi che li producono.

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Sembra però che esista una caratteristica comune che non sarebbe accettabile: all’interno di questi prodotti cosmetici è stata rilevata la presenza di oli minerali derivanti dal petrolio. Questi, grazie a delle diciture poco chiare nello spot riservato alle componenti chimiche, non sono nominati. O meglio, sono celati da alcune diciture vaghe e poco chiare.

Queste sostanza, come detto derivano dalla raffinazione petrolifera. Il problema è che, se non correttamente purificati, mantengono al loro interno alcune sostanze, devinite Mosh. Gli idrocarburi saturi degli oli minerali (Mineral oil saturated hydrocarbon) sono cancerogeni, e questa è una notizia sconcertante. I risultati mettono in luce che 5 rossetti su 14 presentano queste caratteristiche.

Ci auguriamo che le aziende produttrici di prodotti cosmetici chiariscano presto la situazione. La salute, indubbiamente, viene prima della bellezza estetica.