Per tutti gli insetti del mondo, questo è uno dei momenti più difficili che abbiano mai vissuto. Il fatto che si sia abusato con i pesticidi li ha decimati, e certamente i cambiamenti climatici hanno inficiato in maniera importante sulla loro sopravvivenza.

Per quanto riguarda le api, sappiamo benissimo che svolgono un lavoro importantissimo per l’intero ecosistema. Grazie alla loro attività è prodotto infatti il miele, che chiaramente, a livello biologico, sta diventando sempre più di nicchia. Il mestiere dell’apicoltore nel 2020 non sembra interessare molti soggetti. Tutta questa serie di fattori sta mettendo in ginocchio un intero settore. Inconsapevolmente però, si è creato uno spiraglio per un ripopolamento.

Amano la marijuana

In alcuni Stati degli USA è stato da qualche tempo legalizzato l’uso e la coltivazione per scopo ricreativo delle piante di cannabis. Questa, inserita da sempre nel novero delle “droghe leggere”, ha finalmente sorpassato ogni tipo di pregiudizio ed è in grado di aiutare con i suoi principi attivi anche le persone malate. Chiaramente, appena avvenuta la legalizzazione, i campi si sono riempiti di queste interessantissime piante.

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Oltre che la popolazione americana, ad aver apprezzato le nuove piantagioni sono state anche le api. È stato scoperto infatti, quasi casualmente, che queste sono attirate dal polline rilasciato dalla marijuana. Vanno matte in particolare di quello proveniente dalla tipologia “sativa”.

Uno studio compiuto dalla Cornell University e pubblicato sulla rivista Environmental Entomology ha confermato questa stranissima novità. Sembra infatti che le api abbiano trovato una nuova passione in questa pianta. In questa maniera è possibile dunque ovviare al problema della sopravvivenza, puntando anzi ad un ripopolamento.