Con lo sviluppo tecnologico che progredisce di giorno in giorno, alcune scienze stanno diventando sempre più precise. La meteorologia è da sempre una delle più grandi passioni dell’uomo. Sapere che tempo farà domani o durante la prossima settimana, può aiutarci a programmare i nostri impegni.

Altrettanto, nel caso fosse prevista un’ondata corposa di maltempo, grazie a questa scienza ci si può attrezzare per limitare i danni. Non è un caso infatti che quando la protezione civile innalza il livello di allerta, in ogni comune si prendano provvedimenti importanti come il chiudere le scuole o limitare la circolazione pubblica.

Nonostante la tecnologia renda sempre più precisi questi calcoli e queste previsioni, nella regione delle marche è rimasta viva un’usanza a dir poco singolare. Vediamo quale.

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Un barometro naturale

Fa indubbiamente sorridere, ma si tratta di qualcosa di vero e molto particolare. Nel comune di Urbania, in provincia di Pesaro e Urbino da più di 100 anni va avanti una tradizione che ha a che fare proprio con il meteo.

Durante la notte del 25 gennaio infatti, definita  come quella di “San Paolo dei segni” vengono lasciate delle cipolle all’aria aperta. Cosa ha a che fare con la meteorologia vi chiederete?

Bene, questi 12 spicchi corrispondono ai mesi dell’anno che è appena cominciato, e la reazione di ognuno di questi darà modo di prevedere l’andamento delle condizioni del cielo durante i 365 giorni successivi. Naturalmente si tratta di un’usanza popolare, nulla di scientifico e provato. Ci tenevamo a segnalarvi questa curiosità a causa della sua particolare attendibilità: sembra che sia circa del 75%!