Il Consiglio Europeo ha emanato delle direttive riguardanti i limiti di pesca nel mar Mediterraneo e nel mar Nero. Questo a difesa di moltissime specie che si stanno man mano decimando.  Non essendo presente alcun divieto riguardante questi mari, fino a pochissimo tempo fa ogni pescatore avrebbe potuto, nel caso ci fosse riuscito, catturare un numero illimitato di pesci.

Durante l’anno che sta per concludersi è entrato in vigore il piano pluriennale degli stock demersali (seppie, spigole,naselli, triglie, gamberi rossi) che prevede un limite imposto in tutto il Mediterraneo Occidentale.

Quali provvedimenti?

Per Spagna, Francia e Italia sono stati fissati dei limiti invalicabili. Questi sono espressi in numero di giorni in cui sarà possibile praticare l’attività ittica, con una riduzione programmata del 10% rispetto a quello che è il livello imposto di riferimento esposto nel piano pluriennale.

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Inoltre, i nuovi limiti impongono una sospensione totale per quanto riguarda la pesca dell’anguilla europea in tutto il mar Mediterraneo. Ulteriori limiti sono imposti per la totalità del mar Adriatico, riguardante una moltitudine molto espansa di diverse varietà di piccoli pesci.

Questo provvedimento fa parte di una consapevolezza indubbiamente migliorata da parte delle autorità. Il problema fondamentale sotto i riflettori al momento è quello dei cambiamenti climatici, e su questo non ci piove. Ma ogni “piccola” realtà dimostra di avere le proprie necessità, e questa presa in carico del Consiglio Europeo ha dato un segnale importante e forte. Le associazioni ambientaliste saranno indubbiamente soddisfatte di una vittoria di questo genere. Per la difesa delle loro idee, certo. Ma anche per il bene comune.