Quando sentiamo parlare di cambiamenti climatici, rischiamo sempre di non avere una tangenza completa con ciò che si sta verificando sul nostro pianeta. A livello personale, per un soggetto medio che vive in una città occidentale, la crisi può essere intesa solo in un aumento medio delle temperature o all’aumento delle piogge, che però, oltre che essere frutto di un’analisi superficiale, risulta riduttivo rispetto alla serietà del tema.

A questo punto entrano in gioco i media e le notizie che forniscono. Avere una dimostrazione pratica di ciò che sta accadendo in giro per il mondo, spesso sotto forma di tragedia, spesso fa empatizzare. In questa maniera, nonostante il cataclisma non ci sfiori minimamente, possiamo motivarci una volta di più a fare del bene per la nostra terra.

I dati sono spaventosi

Rispetto ai numeri di circa trenta anni fa, i ghiacciai della Groenlandia si stanno sciogliendo sette volte più velocemente. La ricerca è dell’ Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise (IMBIE), una squadra di un centinaio di scienziati esperti. Le misurazioni, per quanto severe siano, non lasciano spazio all’interpretazione. I mari che circondano la zona polare hanno subito un rialzo medio delle temperature di 0.75°, che ha contribuito in maniera sostanziosa allo scioglimento repentino. “Grazie” al ghiaccio che è scomparso dalla Groenlandia, il livello del mare si è alzato mediamente di 1.06 cm.

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La dinamica più spaventosa è quella prevista nella peggiore delle ipotesi: se tutti i ghiacci di quella zona scomparissero, il mare arriverebbe a guadagnare circa 7 cm di altezza. Se pensiamo che si tratta esclusivamente di una piccola zona della terra, lo scenario sarebbe da mani nei capelli. Come suggerisce uno dei ricercatori, vi basti pensare che:

Per ogni centimetro di innalzamento del livello dei mari, sei milioni di persone sulla Terra finiscono a rischio di inondazione.