Per una volta, Greta Thunberg ha voluto rassicurare i suoi ascoltatori. Intervenendo nella sala più grande tra quelle che ospitano la conferenza sui cambiamenti climatici, la giovanissima attivista svedese ha cambiato la tonalità del proprio discorso.

Spesso infatti, o meglio praticamente sempre, la retorica di Greta è stata accusatoria, arrogante ed allarmista. Questo per rendere più diretto il messaggio di cui si è fatta portatrice da circa un anno a questa parte. Ci avviciniamo ad un punto di non ritorno per quanto riguarda i cambiamenti climatici ed è bene che tutti si sentano in “dovere” di agire per migliorare la situazione critica del nostro pianeta.

Un decennio decisivo

Come anticipato, in una sala gremita per l’occasione, la piccola ambientalista classe 2003 ha voluto allentare i toni.

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 Abbiamo bisogno di ottimismo. Però voglio che capiate perché ho detto quelle cose

Tramite le sue parole ha fatto capire di aver apprezzato moltissimo che il suo personaggio sia servito a smuovere le acque ed a sensibilizzare la popolazione, soprattutto giovanile, di tutto il pianeta. Reputa che il decennio che sta per iniziare sia quello del bivio definitivo tra salvezza e tracollo della nostra Terra.

I toni si alzano nel momento in cui Greta Thunberg addita gli addetti ai lavori della stessa COP25 di sorvolare quelli che sono i reali problemi. O meglio, di non proporre situazioni pratiche e drastiche come la riduzione delle emissioni di CO2.

Se i politici non lo capiscono devono essere le persone a capirlo e a fare pressione perché le cose cambino. Su questo sono fiduciosa:  le persone possono cambiare, sono pronte a cambiare. L’ho detto: abbiamo bisogno di ottimismo. Ma l’ottimismo nasce dalle azioni