È stato pubblicato da pochi giorni il resoconto annuale di Legambiente sugli animali da compagnia in Italia. Il titolo è “Animali in città” e si prefissa di calcolare il numero di amici a quattro o più zampe presenti nelle case degli italiani.

Una sorta di censimento annuale dunque, che ci fa rendere conto della portata di questo fenomeno. I calcoli sono relativi ai numeri pubblicati dalle amministrazioni comunali di tutto il Bel Paese. Per i cani infatti esiste l’obbligo di registrazione all’anagrafe, mentre per quanto riguarda altri animali da compagnia, questo modus operandi è del tutto facoltativo.

Numeri discordi, ecco perché

I numeri, a seconda della loro fonte, sono totalmente differenti. Secondo l’anagrafe canina, gli amici pelosi presenti nelle nostre case dovrebbero essere poco più di 11 milioni e mezzo. Ma, affidandoci a quelli che sono i dati comunali, la quantità aumenta esponenzialmente. Sarebbero infatti ben 27 milioni e più. Questo significa che, rispetto alla popolazione italiana, è presente un cane ogni 2,81 abitanti.

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Per quanto riguarda il secondo animale che vive di più nelle nostre abitazioni, non esiste alcun dubbio: è il gatto.

I felini però non devono essere registrati obbligatoriamente all’anagrafe, e dunque i numeri risultanti dai censimenti sono poco affidabili. Secondo queste infatti sarebbero “solo” poco più di 600 mila i felini che ci tengono compagnia.

Se facciamo riferimento a censimenti “non ufficiali” infatti, il numero dei gatti risulta molto vicino a quello dei cani. In generale, possiamo notare come da nord a sud, la registrazione del proprio animale da compagnia sia un’eventualità piuttosto che un obbligo. In questa maniera purtroppo le ricerche non sono esaustive, o quantomeno sono poco affidabili.