Nella notte di martedì, la terra ha tremato in tutta la zona del litorale adriatico. Il paese evidentemente più interessato dalla scossa superiore al 6° grado della scala Richter è stata l’Albania. L’epicentro infatti, seppur molto profondo, si trovava nelle vicinanze della città di Durazzo. Purtroppo il bilancio provvisorio parla di oltre trenta morti e più di 600 feriti, ma sembra appunto che questi numeri saliranno con il passare delle ore.

Inoltre, la zona è soggetta in questo momento ad uno sciame sismico. Fino al primo pomeriggio la situazione sembrava essersi calmata. I sismografi hanno registrato moltissime scosse di assestamento, ma nulla di preoccupante. Attorno alle 16 infatti è avvenuta una nuova scossa considerevole, questa volta attorno ai 5,2 gradi, costringendo le autorità a sospendere momentaneamente le attività di soccorso. Questo non fa altro che aggravare la situazione ed aumentare le probabilità di decessi sotto i detriti.

Un paese devastato

Sfortuna vuole che questo tipo di tragedie avvenga spesso di notte, quando tutti i cittadini sono nel pieno del sonno. In questa maniera diventa ancora più complicato fuggire dalle proprie abitazioni, con il rischio di rimanere vittime di crolli e di trovarsi incastrati sotto alle macerie della propria casa.

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É stato dichiarato nella giornata di oggi il lutto nazionale, e naturalmente in conseguenza di questa tragedia, lo stato di assoluta emergenza. La città di Durazzo, vicina all’epicentro, è quella più colpita dai crolli. Molte strutture hanno ceduto a causa delle fortissime vibrazioni, che hanno interessato tutto il paese. Queste hanno recato danni soprattutto alla capitale Tirana. La scossa è stata avvertita in tutta la zona adriatica, dalla Grecia all’Italia. Proprio il nostro paese, solidale con i cugini albanesi, non ha tardato ad inviare squadre speciali di soccorso per salvare più vite umane possibili dalla terribile morte sotto le macerie.