La Cocaina è il nome della pianta dalle cui foglie si ottiene la Cocaina cloridrato (HCL, il sale cloridrato della cocaina), venduta illegalmente in diversi gradi di purezza e che può anche apparire sulle strade come “crack” o come “base libera”.

Questa sostanza ha molti nomi di strada, I più comuni dei quali sono “coca” o “neve”. Altri nomi possono essere “Flake”, “Nose Candy”, “White Lady”, “Bolivian Rock”, “Toot”, “Blow”, “Mother of Pearl” etc.

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Il suo uso ripetuto induce prima la:

Tolleranza

che consiste nella riduzione degli effetti piacevoli, che diventano meno intensi e solo parzialmente vengono superati con l’aumento dei dosaggi e la riduzione degli intervalli tra le dosi. Contemporaneamente si sviluppa sensibilizzazione per gli effetti ansiogeno e disorbitante.

Pertanto, in chi la assume si determina la:

Dipendenza

ossia il desiderio di riprovare il piacere iniziale e di sfuggire all’ansia conduce all’uso compulsivo della sostanza, arrivando a vere e proprie abbuffate (“binges”) durante le quali il soggetto non si alimenta, non dorme, diviene sempre meno euforico, più disforico, agitato ed aggressivo. Queste binges durano in genere 2-3 giorni e si interrompono per un crollo psicofisico del soggetto che piomba in uno stato di torpore-apatia o per l’insorgenza di uno stato psicotico vero e proprio.

 

MINI-SCOSSE INDOLORI PER “CANCELLARE” IL DESIDERIO DI COCAINA

 

«La stimolazione magnetica transcranica si è rivelataefficace contro la dipendenzada questa sostanza, come dimostrano i risultati preliminari di uno studio condotto su 100 cocainomani».

Lo ha spiegato all’Adnkronos Salute uno degli autori del lavoro pubblicato di recente su Frontiers in Psychiatry”, Fabrizio Fanella, psicologo e psicoterapeuta, direttore sanitario de “La Promessa” Centro per il Trattamento delle Dipendenze Patologiche di Roma, struttura coinvolta nella sperimentazione insieme con Università di Chieti e con lo statunitense NIH (National Institute for Drug Abuse sito a Bethesda nel Maryland).

«Si tratta di un approccio che, a livello clinico, nel nostro centro usiamo anche per la dipendenza da altre sostanze: eroina, farmaci, alcol, ma anche per il gioco d’azzardo e l’alimentazione compulsiva», aggiunge Fanella.

Un’opzione terapeutica fino a poco tempo fa sperimentata soltanto su ictus e altri tipi di patologie neurologiche, che «pur in assenza di studi specifici, ha dimostrato sperimentalmente di funzionare molto bene. Nella nostra ricerca – racconta lo psicoterapeuta – i soggetti sottoposti a stimolazione magnetica transcranica sono stati confrontati con un gruppo di controllo, trattato con una somministrazione neutra, senza onde magnetiche».

«Finora abbiamo pubblicato solo i risultati preliminari su una ventina di pazienti: a un mese dal trattamento il 60% ha smesso di far uso di cocaina, con una differenza molto significativa rispetto al gruppo di controllo». Il trattamento normalmente è più lungo: «Tre mesi, più altri tre di mantenimento. Ci aspettiamo risultati ancora migliori – assicura Fanella – quando avremo i dati finali, che verranno pubblicati in primavera». «Questo approccio agisce sul circuito compulsivo, in pratica smorzando il desiderio della sostanza di cui si abusa. Ecco perché funziona non solo sulle droghe, ma anche sui farmaci, sul cibo o sul gioco d’azzardo. Anche se non ci sono ancora studi specifici su queste diverse dipendenze.

La stimolazione, in pratica, “bersaglia”il desiderio di gratificarsi» attraverso una sostanza, o il gioco, «che risulta sregolato in questi pazienti». E se i soggetti coinvolti nello studio erano giovani adulti, i pazienti del centro hanno dai 18 ai 60 anni: «Non abbiamo rilevato differenze di efficacia», conclude Fanella.