Da qualche giorno Legambiente ha pubblicato dei dati relativi al maltempo dello scorso anno. Questi, se visti in ottica catastrofista, non possono che confermarla. Adottando una gerarchia degli eventi di maltempo, quelli cosiddetti “estremi” sono stati ben 148. Questi, hanno causato 32 morti e quasi cinquemila sfollati. Ampliando il periodo di analisi all’ultimo decennio, il conteggio arriva alla bellezza di 563 eventi a rischio.

Le previsioni per i prossimi anni non fanno altro che proiettarci in una situazione ancora più critica. Il caldo è in continuo aumento, e con questo aumenterà considerevolmente la siccità. I principali fiumi italiani, rispetto a circa trenta anni fa, hanno diminuito la loro portata di acqua per circa il 40%.

L’aumento delle temperature sarà drastico, ed aumenteranno i giorni soggetti alle cosiddette “ondate di caldo”. Verrà da se un inevitabile aumento dei decessi a causa di eventi del genere.

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Manca una stabilità

Come detto parliamo non di ondate di maltempo isolate, ma di periodi in cui il clima sembra completamente impazzito. Si passa da periodi in cui la siccità raggiunge valori storici a settimane di continue precipitazioni. Basti pensare che l’acqua alta che si sta verificando nella città di Venezia negli ultimi anni non è affatto una novità. Il livello “eccezionale”, dal 2010 ad oggi, è stato raggiunto ben 9 volte. Si tratta di un dato assolutamente preoccupante dal momento in cui l’uomo può veramente poco contro la forza dell’alta marea.

Grazie al ritmo attuale di scioglimento dei ghiacciai, ben presto più di 300 milioni di cittadini che vivono nelle zone costiere di tutto il mondo, vedranno le loro abitazioni sommerse dall’acqua entro il 2050.