Un cane guida,per un non vedente o per un ipovedente, non è solo un fedele amico. È un’estensione di se stesso, un prolungamento del corpo. Il cane è chiamato a sostituire gli occhi della persona e diventa la sua chiave di accesso al mondo. È un pezzo stesso della vita di colui o colei a cui presta assistenza. E quando muore, circostanza che si verifica più volte nella vita di un non vedente essendo la vita media di un cane molto più breve di quella di un essere umano, è un pezzo della persona che se ne va.

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Comportamenti da evitare

Ci sono alcuni comportamenti errati da parte delle persone che incontrano una coppia formata da non vedente e dal suo animale. In alcuni casi si tratta di ingenuità, altre volte di assoluta non conoscenza di cosa sia il «lavoro» di un cane guida. Vengono pertanto messi in atto comportamenti sbagliati, che ostacolano e, qualche volta, rendono pericolosi gli spostamenti nelle nostre città.

Per questo l’Unione italiana ciechi ed ipovedenti (UICI) ha predisposto un decalogo per spiegare a tutti come comportarsi in presenza di un non vedente e del suo cane.

 

Vediamo, di seguito, alcuni dei suoi punti più qualificanti.

 

 

Non distrarre il cane guida

La prima regola è non dare da mangiare, non distrarre il cane con fischi o richiami e non tentare carezze senza prima avere chiesto il consenso al proprietario. I cani guida sono spesso labrador o golden retriever, cani docili che ispirano grande simpatia e, per questo motivo, in molti hanno la tentazione di avvicinarli per  fare loro qualche coccola. Ma questo può avvenire solo con il consenso della persona che viene accompagnata, che in quel momento è conscia che il cane sta ricevendo attenzioni da altri e sa come comportarsi di conseguenza.

 

Gli altri cani liberi

Un secondo problema può essere rappresentato dalla presenza di altri cani: i proprietari dovrebbero evitare di lasciare i propri amici liberi in presenza di un cane guida che sta svolgendo una importante funzione e non può essere in alcun modo distratto. Va detto che si tratta di cani addestrati, che sanno bene come comportarsi in ogni occasione. Ma vanno comunque messi nella migliore condizione in cui operare.

 

A bordo dei mezzi pubblici

Non servirebbe neppure precisarlo, ma una volta a bordo di un autobus o di un treno una persona non vedente dovrebbe essere aiutata a trovare un posto comodo in cui stare. E comodo significa che possa stare in sicurezza con il proprio cane accanto. Sui mezzi pubblici, come detto, per i ciechi accompagnati da animali non è previsto il pagamento di alcun sovrapprezzo.

 

Rispettare i percorsi pedonali

Nei percorsi urbani non andrebbe mai ostacolato il passaggio su rampe e marciapiedi:auto e motorini parcheggiati negli spazi destinati ai pedoni sono fastidiosi per chiunque si muova a piedi. Ma per un non vedente possono diventare ostacoli, a volte insormontabili. Allo stesso modo bisognerebbe cercare di evitare di lasciare oggetti che possono costituire un pericolo di inciamposia sui marciapiedi sia in generale nei luoghi di passaggio. E da non ostruire sono ovviamente le strisce pedonali, che spesso (ma non sempre) sono regolate con avvisatori acustici che aiutano il non vedente a capire quanto tempo manca allo scattare del rosso.