Purtroppo qualche giorno fa è avvenuto un ritrovamento che non può che far storcere la bocca a chiunque ne venga a conoscenza. Nei pressi di Bangkok, più precisamente nel parco nazionale Khun Sathan, è stato ritrovato un cervo adulto morto a terra. Nulla di così insolito, penserete. Purtroppo invece, quando sono stati effettuati gli studi sul cadavere del povero animale, è avvenuta una scoperta che ha lasciato tutti a bocca aperta. All’interno del corpo del povero cervo sono stati ritrovati infatti più di sette chili di plastica. Questi naturalmente hanno influito sul decesso del povero animale.

Un’oasi rovinata

La Thailandia è uno dei paesi con il maggior consumo pro capite di plastica. Le norme che ultimamente sono state imposte nel mondo occidentale, non sono state ancora incamerate.

Probabilmente non si tratta dell’unica causa del decesso, ma il fatto che siano stati trovati ben sette chili di plastica all’interno del corpo di un animale selvatico non può non farci pensare e riflettere su come il nostro pianeta debba essere rispettato in tutto e per tutto. La plastica ingerita dal cervo infatti era stata inevitabilmente lasciata all’interno dell’oasi naturale da parte di persone che non hanno a cuore il destino della nostra terra.

--pubblicità--

É necessaria una coscienza comune che porti all’abbandono, quando possibile, di questa sostanza. Le logiche consumistiche hanno esasperato il concetto di “monouso” rischiando di farci “affogare” nelle sostanze create da noi stessi. In questo caso comunque, prima di farne un discorso sostenibile, andrebbe domandato ai soggetti che inquinano deliberatamente un parco nazionale, cosa gli stesse passando per la testa.