L’utilizzo sempre più intenso delle tecnologie in sempre più vasti settori della produzione, della gestione dei servizi, della comunicazione, dei trasporti sino alla vita delle famiglie, ha generato opposte scuole di pensiero che, rispettivamente, ritengono il processo, benefico o nefasto per l’ambiente, specie in relazione alla quantità di energia necessaria al funzionamento degli apparati connessi ed alla conseguente emissione di Co2 nell’atmosfera.

Tutti, però, ritengono questo processo oramai inarrestabile, specie ora che sta per entrare in funzione la tecnologia 5G, il nuovo standard per la comunicazione mobile. Esso assicurerà una velocità di download e upload estremamente elevata e permetterà di interagire con i dispositivi connessi attraverso l’Internet delle Cose (Internet Of Things, acronimo IoT).

Cos’è l’IOT

L’IoT consente di collegare tutti gli oggetti predisposti alla rete, trasformandoli in dispositivi smart che possono essere costantemente monitorati, analizzati ed ottimizzati.

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Nelle città, ad esempio, si potrebbe gestire la raccolta dei rifiuti con la tecnologia dello dello “smart waste” che a mezzo a di sensori, posizionati nei cassonetti ed a telecamere stradali connesse alla rete, potrebbe tenerli sempre sotto controllo consentendo di intervenire solo quando necessario e di ottimizzare la pulizia delle strade. Così si è ridurrebbero i tempi ed costi, evitando che i cassonetti e le isole ecologiche si saturino.

La IoT potrebbe anche trovare applicazione anche lungo le reti di distribuzione dell’acqua  con sensori che siano in grado di controllare i flussi ed identificare così le perdite che avvengono nell’acquedotto, consentendo di intervenire in maniera precisa e puntuale riducendo al massimo la quantità di acqua che si spreca e che, in Italia, raggiunge il 40% del totale.

Ma i campi d’applicazione dell’Internet delle Cose sono praticamente infiniti. I più rilevanti per una migliore tutela dell’ambiente potrebbero consistere nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel processo di creazione, distribuzione ed utilizzo dell’energia elettrica, ottimizzando l’utilizzo di quella prodotta da fonti rinnovabili.

Anche il diffondersi delle autovetture autonome, praticamente senza conducente, che circoleranno su reti stradali ed autostradali completamente monitorate, consentirà risparmi di carburante di oltre il 40% rendendo, peraltro, il traffico molto più scorrevole.