LE REAZIONI IN ITALIA.

 

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Torna d’attualità l’oramai annoso dibattito sulle sigarette elettroniche imperniato sul quesito:“fanno male oppure no”?

 

Ciò in quanto, di recente, in diversi Stati negli USA, si sono registrati 26 morti e 1.300 ricoveri per malattie potenzialmente connesse all’utilizzo delle sigarette elettroniche, facendo scattare un’indagine del Dipartimento USA per il controllo e la prevenzione delle malattie (Us Department of Health and Human Services, abbreviato in HHS).

Alla luce di questi eventi, il Presidente Trump potrebbe persino orientarsi verso il divieto della sigaretta elettronica

 

Tuttavia, non sembra che esistano studi clinici definitivi che riconducano i malanni per cui le persone – in maggior parte giovani – sono state ricoverate con sintomi quali febbre, dolori al torace, tosse e nausea. Analogo discorso può farsi per i decessi. Anche in questi casi non esistono ancora dati scientifici certi che possano ricondurre, tout court, le morti all’e-cig, né ad un prodotto o ad uno specifico dispositivo.

 

Gli scienziati statunitensi hanno dato un nomealla grave e misteriosa malattia polmonare allo stato associata alle sigarette elettroniche, chiamandola “EVALI”.Ora, l’allarme per la “polmonite chimica” associata allo svapo è giunto anche in Italia, dove ci sono oltre un milione e mezzo di utilizzatori dei vari modelli di e-cig.

 

Di recente, l’Istituto superiore della Sanità ha diramato un “allerta 2” sulla sigaretta elettronica ed ha inviato un documento al Ministero della Salute ed agli assessorati regionali alla Sanità invitandoli a “vigilare sulla diffusione della grave malattia polmonare e delle gravi lesioni polmonari tra le persone che utilizzano prodotti per sigaretta elettronica” riferendosi esplicitamente alle evenienze “segnalate in diversi Stati negli USA”.

 

Da noi la vendita è vietata ai minori di 18 anni e ristretta solo ai negozi autorizzati; i liquidi per le sigarette elettroniche devono contenere solo ingredienti di elevata purezza ed escludere ogni sostanza che possa nuocere alla salute (fatta eccezione per quelli contenenti nicotina, la cui concentrazione massima consentita è pari a 20 mg/ml). Inoltre, ogni contenitore può aver, al massimo, la capacità di 10 ml di liquido e  nessunodi questi può usare quelle sostanze che avrebbero causato la polmonite chimica in America.

In Italia, i liquidi, prima di essere posti in vendita, sono attentamente analizzati ed i dati relativi sono inviati al Ministero della Salute. La procedura per l’approvazione per l’ingresso sul mercato dura almeno sei mesi.

 

Il problema della sigaretta elettronica pericolosa o mortale sembra, ad oggi, essere limitato agli Stati Uniti dove circolano cartucce contenenti sostanze come THC, oli acetati e vitamina E. Non sono stati lanciati allarmi sulle sigarette elettroniche con liquidi contenenti nicotina.

 

Accertato che il fumo provoca il cancro ai polmoni, ci si è forse illusi che la sigaretta elettronica faccia meno male della sigaretta tradizionale, poiché non brucia e non contiene tutte le sostanze chimiche presenti nella sigaretta tradizionale. Come spiegato dagli esperti, però, tutto ciò che finisce nei polmoni, che non sia aria pulita, rappresenta una potenziale minaccia per la salute.Alla luce di questi fatti, smettere di fumare o svapare si afferma l’unica scelta valida per la tutela della nostra salute.

 

In merito al contenuto di questo articolo, datato 23 ottobre 2019, dove sono già state sottolineate le profonde differenze dei mercati statunitense ed italiano in materia di prodotti e-cig, ANAFE, l’Associazione Nazionale Produttori Fumo Elettronico, aderente a Confindustria, ha ritenuto di diffondere, in data odierna, il seguente comunicato che si riprende integralmente.

 

Roma, 24 ottobre 2019. “Come ANAFE invitiamo ancora una volta tutti i vapers, per gli acquisti di sigarette elettroniche e di liquidi, ad affidarsi esclusivamente a canali e rivenditori autorizzati, evitando l’acquisto di prodotti provenienti da canali illeciti ed evitando allo stesso tempo di modificare in alcun modo i liquidi acquistati dai rivenditori autorizzati”. È quanto torna ad affermare Umberto Roccatti, Presidente di Anafe-Confindustria,anche a seguito delle dichiarazioni di Roberta Pacifici, direttore del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha specificato come la nota diramata dallo stesso ISS sia precauzionale e volta a vigilare proprio su quel 7% di utilizzatori che acquistano in Internet i prodotti.

 

“Non solo è fondamentale continuare a vigilare sul mercato, ma ugualmente importante è continuare a garantire una corretta informazione sulle sigarette elettroniche e sul loro utilizzo come prodotti a rischio ridotto nella lotta al fumo tradizionale. Dobbiamo evitare che coloro che hanno intrapreso una strada per cercare di smettere di fumare tornino sui propri passi, tornando a usare le sigarette tradizionali il cui consumo provoca, ogni anno e solo in Italia, 80.000 morti” prosegue il Presidente Roccatti. “Come ANAFE siamo stati e saremo sempre a disposizione delle Istituzioni per lavorare insieme e tutelare la salute e l’incolumità di tutti i consumatori. Questo è un tema che necessita di un’informazione obiettiva e chiara, come quella riportata dall’istituto statunitense Center for Disease Control and Prevention (CDC)*, in accordo con la Food and Drug Administration, a proposito dei casi registrati in America negli ultimi mesi: le patologie riscontrate sono legate all’utilizzo di liquidi contenenti THC, sostanza vietata in Italia all’interno dei liquidi da inalazione”.

 

“Crediamo sia estremamente importante ribadire che i prodotti commercializzati nel nostro Paese, a differenza di quelli statunitensi, sono sottoposti a una rigorosa normativa”aggiunge Roccatti. Infatti, la Direttiva europea del 2014 impone, tra le altre cose, ai produttori di sigarette elettroniche di comunicare al Ministero della Salute, con almeno sei mesi di anticipo rispetto alla commercializzazione, tutte le caratteristiche sia dell’hardware che dei liquidi con nicotina, tra cui le componenti, le emissioni e i dati tossicologici.

foto di Sarah Johnson:https://www.blacknote.com/e-juice/