Seedling and Plant sprout growing step over green backgound

 

In occasione del primo workshop “agroecologia circolare, dal campo alla tavola”, Legambiente inaugura il suo primo Polo nazionale per l’agroecologia. La struttura sorge a Ripescia, sede della Festambiente (festa nazionale di Legambiente), ed è improntata ad essere un luogo di ritrovo per tutti i professionisti del campo. Gli scopi principali di questo progetto sono promuovere l’agroecologia circolare, la lotta ai cambiamenti climatici e  mettere fine all’uso dei pesticidi.

Finora, si sono già svolte le prime due lezioni di workshop, che hanno avuto luogo il 21 ed il 22 febbraio 2019, alle quali hanno partecipato i professionisti del campo dell’economia circolare. Presenti all’evento le aziende del settore agroalimentare; imprese leader nella produzione di biomateriali ed ecopackaging; ma anche consorzi che promuovono e producono energia rinnovabile; e start up che lottano contro gli sprechi alimentari. Al fine di rendere più sostenibile l’agricoltura, sono stati realizzati dei progetti all’insegna della ricerca e dell’innovazione, successivamente resi disponibili anche sul web. Legambiente si propone di promuovere queste idee e renderle concrete così da diminuire gli impatti ambientali, favorendo al contempo il riutilizzo di prodotti di scarto, riducendo al minimo gli sprechi di acqua ed energia. Verrà, inoltre, incoraggiato l’utilizzo di materiali biodegradabili e riciclabili.

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Un grande progetto per un grande futuro

Il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, ha dichiarato che la scelta di operare nel campo dell’agroalimentare non è casuale. Infatti, questo settore è fondamentale per diversi motivi: innanzitutto perché garantisce un prodotto più salutare per i consumatori, ed un maggiore equilibrio dell’ecosistema. Tuttavia, non bisogna dimenticare anche l’importanza che conferisce a livello di rapporti con i territori, e con le tradizioni comunitarie. Secondo quanto affermato da Ciafani, l’agroalimentare e tutte le grandi e piccole realtà che ne fanno parte, sono fondamentali anche a livello europeo. Infatti, attraverso questo nuovo modo di fare eco-agricoltura si può cambiare l’economia e avviarsi verso un futuro più verde e sostenibile.